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La mia anima
La mia anima è di quella strana natura
che sfiora le cose senza toccarle,
attende qualcosa di eternamente distante
e non sa di che vita vivere
se non del volo di una foglia.
impetuosa aspetta il freddo dell’inverno.
quieta sospira nelle profumate sere estive.
La mia anima è di quella strana natura
di luce ed ombra
Luce e poi Luce
Ombra e ancora ombra.
Ama a volte credersi immortale
per poi sentirsi solo un’altra onda
inghiottita dalla sabbia bruciante.
Si lascia strappare
dal rombo del tuono
ed accarezzare dal lento mormorio
dei pini sonnambuli.
La mia anima è di quella strana natura
dell’erba lucente,
che sa vivere con le anime dei prati,
dei riflessi lunari,
e nella brezza della sera
lasciarsi baciare
dai silenzi del cielo.
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Bagliori e fiamme
Vieni accanto al fuoco amore mio. La notte è fredda e buia. Lasciati abbracciare. E che i bagliori contengano la tua anima. Stanotte ho sentito il vento scivolare fra i neri faggi. La luna si affaccia tra i fruscianti percorsi della foresta, traforando le nubi veloci. Abbiamo così paura della solitudine amore mio, che ci dimentichiamo quanto desideriamo noi stessi. Ad ogni nostro passo, ogni nostro respiro, noi cerchiamo la luce del nostro cuore smarrito. La cerchiamo negli sguardi degli altri, nelle parole di chi riteniamo importante. E non abbiamo il coraggio di fermarci in quel luogo che brilla in noi, oltre le apparenze del mondo. Siamo come un orizzonte, eternamente sospesi fra la paura e l’amore. E non appena ci dimentichiamo di noi stessi, ecco che ci aggrappiamo a tutto per fuggire lontani.
Ma noi siamo come mare nel mare. Amore mio. E la nera notte non ci fa paura. Diventa una dolce oscurità, ricca di misteri da abbracciare. Lasciati cullare dalle fiamme. Dalla voce del vento. Poiché tu sei stanotte come la pioggia di primavera. La risposta alle domande che non so pronunciare. Ma dimmi amore mio, si può parlare del silenzio?
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C’è questo di strano nell’amore
C’è questo di strano
Nell’amore.
Che vedi un foglio
Portato dal vento
E senti un dolore
Che non puoi sopportare.
Che ti scopri a pensare e volere
Quello che non hai mai pensato e voluto.
Ma che è quello, tu lo sai,
che ha nel cuore l’altro,
e questo, tu lo sai,
è quello che conta.
C’è questo di strano
Nell’amore.
Che senti un suono
Un profumo
E la tua anima può scoppiare
E niente e nessuno
Può consolarla.
Che non puoi credere
In un mondo ove non esista lui,
il tuo amore,
e cerchi ovunque per trovarlo,
per sentirne ancora il calore,
ma solo lei, solo lui può darti
quello che cerchi.
Perché non sei più te.
L’amore ti ha trasformato.
Ora sei la metà di niente.
O la gioia del tutto.
C’è di strano nell’amore
Che non sai perché
O come.
E proprio per questo
Gli dai quel nome.
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Qualcuno lo chiama amore
Per quanto difficile possa essere seguire il mio sentiero, io lo seguirò. Nessuno potrà farlo per me. Per quanto sia duro essere disapprovato e criticato quando ondeggerò sulle maree del mio spirito, ugualmente veleggerò su di esse. Perché quelle onde non torneranno mai più. Per quanto sia tremendo danzare da soli nella notte avendo come unico compagno il silenzio del bosco, io mi muoverò solo seguendo quei passi. Perché nel dolore saprò di essere vivo e che solo in me vi è il seme che sempre si rinnova. Per quanto sia amaro vedere in me stesso il bene e il male del mondo, io avrò solo quella visione. In altri non cercherò le mie colpe e le mie debolezze. Per quanto tenebrosi siano i miei demoni interiori e luminosi i miei angeli, io avrò abbastanza compassione per abbracciare gli uni ed abbastanza amore per gioire degli altri. Perché se rifiutassi le mie ombre oscure fuggirei la vita. Per quanto sia straziante piangere senza uno sguardo che ti accarezza, piangerò intensamente quelle lacrime e prenderò per mano la mia anima, ed andremo dove solo io so condurla. E saprò di aver amato, e sofferto. Ricorderò di essermi esaltato al canto del fuoco e alle fiamme struggenti di occhi neri e grandi. Ricorderò la malinconia di danze antiche e il fresco vento delle sere estive. Gusterò il sapore caro e lontano di profumi di grano e muschio e mi lascerò cullare dal ricordo.
Ho creduto mille volte di sapere ed altre mille mi sono completamente smarrito. Se qualcuno mi dirà che sbaglio e che la mia strada dovrebbe essere diversa, perché così vogliono le regole della vita, io lo aiuterò a capire che luce e sole della nostra vita possiamo e dobbiamo essere soltanto noi stessi e che l’unica verità che conta è quella che ci rende liberi di essere noi stessi. Ed altra verità non esiste. E questo ci darà abbastanza spazio per contenere l’abisso del Niente e il desiderio del Tutto. Questo mi renderà debole e forte. Si, debole e forte, così sono in profondità…poiché ho bevuto al calice della solitudine ed ho imparato ad aspettare. Perchè nel mio spazio c’è posto per il ricordo, non per il rimorso…e se solo e pensieroso mi aggirerò nel rosso crepuscolo d’aprile, saprai che penso a te, ancora e sempre, e al dolce profumo del tuo sguardo. Questa è la mia debolezza. Questa è la mia forza. Qualcuno lo chiama amore.
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Sotto il pino silenzioso
Un giorno mi incamminai per un viottolo sassoso che si inerpicava lungo il crinale di una piccola montagna, quando vidi una radura di verde accesa che sembrava aspettare solo la mia presenza. Una carovana di profumi trapassò tutto il mio essere. Mi sedetti sotto un pino maestoso, nato dalla secca terra. “Privo di paura e di credo vivi nella consapevolezza di ciò che non muta, senza curarti di essere coerente. Sii te stesso con coraggio e avrai scalato la montagna più alta. Spontaneamente, allora, conoscerai Dio. Come il vento carezza i rami del salice, la pura spontaneità ti guida verso le verità senza nome. Privo di pregiudizi e di rancori vivi nella gioia dello spirito che niente e nessuno può scalfire. Sii luce e sentiero del tuo cammino, e considera ogni scrittura come un dito che ti indica la luna, come un simbolo della verità. Ma non credere mai ciecamente in dogmi religiosi. Poiché niente che non venga vissuto può dare fuoco vitale alla tua fede. Abbandona la paura e avrai esperienza dell’Assoluto. Abbandona l’ipocrisia di ogni religione. Senza nasconderti dietro altari o parole o rivelazioni di sconosciuti, sappi che credere in qualcosa è facile e comodo, ma non può portare alla verità, a meno che non sia un abbandono alla pura coscienza senza limiti. Al vuoto di questo momento.”
Fra i rami si alza il soffio del vento. Quanto è prezioso il silenzio. Come lo spazio che si dilata in materia informe nelle pieghe infinite del tempo, e poi divampa in mezzo all’inutile frastuono dell’ignoranza come una sorgente zampillante di vivissima luce. E scorre riempiendo ogni senso, e ti abbraccia come una fiamma che non brucia, come la tenebra invernale. E tutto sembra pregare, e respirare lentamente in quell’attimo interminabile. La foresta diventa un immenso lago di cristallo, e i rami ondeggiano e si piegano dolcemente, ripetendo il sacro canto della vita. I fumi della sera affondano nella terra umida e vibrano nelle radici e tornano in alto. E tutto respira, e sogna, e di nuovo in me vive.”
Quando tu dormi sognando il mare e i profumi di terre assolate, calano le bianche nebbie e soffoca la natura i suoi ancestrali gridi sommersi nelle oscure grotte. I gabbiani seguono le rotte dei tuoi sguardi e il cielo, e il mare, sono fratelli dei tuoi pensieri. “Che il dolce sussurrare della foresta sia la tua ombra, e serena e limpida come acqua di torrente sia la tua vita. E non saziarti mai di tale nettare.”
A volte mi sembra che il cuore non possa sopportare l’incanto di questa notte. Eppure l’orizzonte è proprio sotto i miei piedi.
Lo spazio di un capello separa il cielo dal mare.
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SE VUOI VEDERE DEVI DIMENTICARE
Tu mi hai detto "Non soffro più"
-"ma se non ami sempre non hai mai amato"-
Mi hai voluto lontano. Ti ho lasciato inseguire le solide tenebre del passato.
Ma ricorda, -"Se vuoi vedere, devi dimenticare"
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C'è stato un tempo lontano
in cui tu, per me, non eri.
Eppure eri già in me. Forse nelle strane forme del sogno
o del pensiero. Ma eri già in me. Eri mia in me.
Poi ho saputo, ho capito.
Hai visto quell'ulivo nodoso e contorto, pieno
di belle asperità, di cicatrici nette, di curve sgraziate? Come per un miracolo
che supera la mia mente in esso scorre
la linfa che nutre la vita. Quello è il mio amore.
Come se quelle sofferte piegature purificassero la grezza materia
delle profondità terrestri
per rendere a te il frutto
più dolce del mio veloce, paziente tempo.
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Non è questo vento
che mi rende triste.
Nè il silenzio
delle selve umide.
Solo un attimo
e già dimentichiamo
chi siamo
e chi siamo stati.
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Lo sai
l'Universo ti ama
Ti ha sempre amato
fin da quando eri solo un pensiero
in una galassia lontana.
Lo sai
Tu sei luce
forte come l'eternità
del tempo
come la celeste montagna.
L'Universo ti ama
e ti sostiene
perchè sei unico
e in tutto ciò che esiste
ti celebra
e ti rende omaggio.
L'Universo ti ama
così come sei
perchè sei suo figlio
e sei luce
che risplende
quando l'oscurità
si fa impenetrabile.
L'Universo
ti ha sempre amato
perchè sei il suo desiderio
perchè sei illimitato
perchè sai danzare
e vedere
e niente e nessuno
potrà mai sostituirti
ai suoi occhi amorevoli.
L'Universo ti ama
lo sai
fin da quando
il tempo e lo spazio
erano solo un sogno
di chi osa sognare.
Mi sono affacciato alla finestra.
L'oscuro.
Ho sentito come se la mia casa fosse altrove.
Si stelle chiare.
In quella profondità senza inizio. Senza fine.
Silenziosa.
Una frenetica immobilità.
Ho visto quello che sono.
(Il bosco respira)
Ho abbracciato la solitudine.
Chissà se Betelgeuse mi guarda.
Indistinto chiarore.
Perduta in qualche luogo.
La, fra le Nubi di Magellano.
Ho conosciuto la mia anima.
Volava lontano.
Vai sempre oltre.
Oltre quello che credi
Oltre quello che pensi
Oltre quello che ti dicono
anche i grandi maestri
Oltre quello che vedi
Oltre te stesso
Fermati adesso
Non c'è niente cui andare oltre
Fermati nel tuo spazio infinito
sei già oltre...
lo sai no?
Soprattutto sii sempre pronto
a fermarti...
a stare nel silenzio...
a non aver ragione...
a non prenderti sul serio...
ad ammettere tranquillamente
le tue debolezze
e a farti una bella risata.
Sempre e ovunque.
Io sono già.
Sono qui per te...
mio piccolo tesoro...
con le mani sul cuore...
mai ti lascerò...
per troppo tempo ti ho dimenticato...
ma ora sono qui...
a darti il mio amore...
ovunque e sempre...
anche quando non sarò più...
perché dalle oscure regioni
venni a cercarti...
solo per vederti...
per darti tutto quello che sono...
per un tuo sguardo...
un tuo dolce sorriso...
____
Oh anima mia eterna...
ti ho dimenticato quando non ho voluto
fermarmi ad ascoltare...
ti ho ucciso quando ho imposto al mondo la mia visione...
ma non sono qui per accusarmi...
voglio solo restare in silenzio...
e vedere il tuo splendore...
chè solo adesso io ti riconosco...
come le mille anime che nel tempo hai conosciuto...
Lo sai, altro non siamo
che deboli ricordi
sfumati sogni dell'apparenza
inganni del niente
bivi verso il vuoto
sogni mai sognati.
Lo sai, altro non vediamo che polveri
senza senso
vaganti nell'oblio
di altrui memorie.
Scherzi di giovani mani
fuggevoli carezze senza calore.
Lo sai, altro non possiamo fare
che guardare ai tempi
che non furono
e gioire di quelli
che non saranno.
Hai sempre saputo.
Altro non siamo che
quiete, silenzio, assenza.
Nella quiete
nel silenzio
nel vuoto
vive la nostra essenza
più profonda.
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Non importa che tu guardi il sole
per capire se è giorno.
Così non chiederti
se sei saggio o meno
ma guarda i frutti delle tue azioni
e segui la luce che è in te.
La consapevolezza
non è qualcosa che puoi
vedere direttamente
ma solo una condizione
dell'Essere
che rende tutto luminoso.
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